STORIA DI MATTIOLI LORIS E DELLA DOMUS MOBILI

 

L’azienda che oggi si chiama DOMUS MOBILI S.R.L. ha avuto inizio nel 1976, con il nome di Mattioli Loris: io ho iniziato come lucidatura di mobili, attività che richiedeva pochissimo investimento, in quel tempo, pertanto ideale per chi, come me non aveva un soldo, e nemmeno conoscevo qualcuno che aveva fiducia o che poteva farmi un prestito.

Così con poco più di duecentomila lire e molto entusiasmo, ho iniziato l’attività, sicuro che nella zona era l’unico lavoro che si poteva fare senza bisogno di grande attrezzatura e preparazione.

Mi ricordo le mie prime attrezzature:

un sottopressione, che ho realizzato con una vecchia bombola del gas, e che mi permetteva di poter spruzzare la vernice senza avere il barattolo (lo conservo ancora…); e la ventola di aspirazione, realizzata con un vecchio motore della lavatrice!

E così che, dopo un annetto, trascorso in un magazzino poco più grande di un garage, ho fatto il salto ad un piccolo capannone e ho aumentato il personale (da 1 dipendente sono passato a 3,4 e via… )

Dopo un altro anno circa ho iniziato anche a vendere all’estero!

Avevo appena 24 anni e già mi sentivo un piccolo industriale:

l’attività prometteva una rapida crescita ed io ero pieno di entusiasmo!!!

L’azienda andava bene e tutti erano sorpresi dei risultati che ottenevo giorno per giorno (compresi i miei familiari).

Mi ricordo il primo TIR che ho spedito per la Francia… a quei tempi l’esportazione era un’attività quasi esclusiva delle grandi aziende, quindi ho ancora ben presente le emozioni, gli sforzi fisici per caricarlo tutto a mano, e la prima fattura di 12 milioni di lire, e le mille preoccupazioni di sapere se sarebbe andato tutto a buon fine.

Avevo iniziato così il mio primo contratto con l’estero, il cliente si chiamava MOGG ed ha fatto crescere la Domus per 20 anni: fin dall'inizio egli mi ha dato fiducia, mi stimolava nella crescita di nuove idee ed infine mi ha invitato a fargli visita a Parigi.

Il primo viaggio è stato un sogno, con l’entusiasmo di essere a Parigi e allo stesso tempo con il disagio di essere un "ragazzino alle prime armi" in quel grande ufficio…, ma la simpatica collaborazione che si stava instaurando sarebbe poi stata duratura per tanti anni, con soddisfazioni unite ad un grande rapporto umano, che non si è mai perso da parte di entrambi, nemmeno con il suo fallimento e poi infine alla sua morte io ero l’unico fornitore presente al suo funerale.

Così andava crescendo l’esigenza di una vera azienda ben organizzata, sia con nuove strutture produttive, sia con una struttura amministrativa.

Nel frattempo mio fratello maggiore, il quale faceva l’intagliatore, aveva acquistato qualche anno prima (quando il lavoro andava a "gonfie vele"), un terreno per fare un capannone, ma intorno al 1978 gli affari hanno cominciato a diminuire, e fu così che mi offrì la metà di questo terreno, dove ho costruito il mio primo capannone dell’attuale azienda.

Nel 1980 costruiamo un nuovo capannone (così sembra già una vera e propria fabbrica) ed in questa occasione il mio "pallino" organizzativo si manifesta e creo una delle prime linee industriali per la lucidatura, con annesso l’imballaggio del mobile in stile!

La lucidatura era eseguita ancora molto artigianalmente, con spostamenti e lavorazioni unicamente manuali, ma già c’erano le basi che si sono ben sviluppate fino ad oggi!

Ho poi realizzato una linea di una lucidatura con "rulliera", con forni di essiccazione, cabine a velo d’acqua, ed ho contribuito ad un’evoluzione importante per questa area, tanto che i rivenditori di attrezzature della zona mi hanno chiesto di poter far visitare ai loro clienti la mia azienda, da prendere come esempio per realizzare a loro volta strutture simili.

Posso dire di aver contribuito allo sviluppo del settore del mobile nella mia zona, con una   richiesta sempre crescente di lavoro.

 

SECONDA PARTE

 

Siamo nel periodo di sviluppo pieno dell’attività, pertanto crescono le possibilità di investimento e di ampliamento della Domus, con aumento dei fabbricati e di tutta l’organizzazione.

Gli anni ’90 sono prosperi e ci danno la possibilità di acquistare un altro capannone in un’altra zona e stabilire un distaccamento di produzione, dove decentriamo un reparto che si specializza in verniciatura del mobile per una singola finitura e per una singola zona, che ci fornisce un lavoro costante e continuativo.

Questa azienda viene data in gestione all’altro mio fratello e funziona bene per qualche anno, tanto che dopo qualche tempo mettendo in atto la mia passione per l’automazione, realizziamo una catena con robot, che vernicia direttamente da solo il mobile.

Tale realizzazione la ritengo ancora oggi un traguardo tecnologico che nel mobile in stile, per la sua complessità non era mai stato realizzato prima, anche se presentava delle limitazioni (come l’impossibilità di eseguire lavorazioni su tutti i prodotti, infatti si era legati allo stesso modello di mobile), ma il risultato era comunque buono.

Purtroppo il lavoro è calato e così dopo qualche anno sia l’azienda che il mio bel robot vennero ceduti per un po’ di soldini, e per qualche anno ho perso l’entusiasmo dell’automazione (oggi sto pensando di riprendere il progetto anche per i vantaggi che può offrire e che stanno diventando sempre più di attualità: ambiente, sicurezza, etc..)

Arrivarono poi gli anni più difficili, dopo il 1996, con il mercato tedesco che ha cominciato a diminuire e con una graduale flessione anno dopo anno siamo arrivati alla perdita di questo mercato.

Iniziano così le perdite di fatturato ma, decisi ad affrontare gli ostacoli che il mercato ci impone, dopo un lungo tirocinio di procedure e formule, acquisiamo la certificazione ISO 9002, e riorganizziamo il lavoro con procedure e metodo che prima non avevamo: abbiamo quindi apportato in azienda un nuovo metodo di lavoro industriale.

Le difficoltà però non rallentano in quanto i clienti aumentano di numero, ma diminuiscono gli ordini (che sono d’importi più piccoli), e le richieste si fanno sempre più varie e aumentano i problemi di gestione.

In questo periodo, con la formazione ed il controllo di gestione, inizio ad avere la necessità di conoscere in maniera più approfondita i dettagli dell’amministrazione e delle statistiche, cosicchè il nostro nuovo programma di produzione AS400, "appena nato" perché implementato da poco tempo ed abituato a lavorare a basso regime, comincia a riscaldarsi e a sfornare statistiche, bilanci ecc.

Siamo in costante crescita, anche se non tutti sono disposti a seguirmi ed a sacrificarsi per apprendere nuovi metodi e nuove procedure, dunque  per guardare avanti e vincere su un mercato che sta cambiando.

Con l’occasione delle esigenze di formazione della direzione e del personale di lavoro, ho conosciuto il personale dello Studio Cesaro, che mi ha accompagnato in questo cambiamento:

sono questi ragazzi tenaci e costanti che mi sento di dover ringraziare oggi, poiché ho affrontato sempre nuove sfide e ho riacquistato il timone della proprietà dell’azienda, che avevo in parte affidato nelle mani di chi, per proprio conto e tornaconto, ha gestito per anni l’attività indisturbato e incontrollato!

Certamente c’è ancora molta strada da percorrere, e sono convinto che forse un traguardo non ci sarà mai, perché quando credi di essere arrivato il traguardo successivo si sposterà sempre più in là, e ti rendi conto che ti devi allenare ogni giorno per resistere e proseguire.

Oggi ho al mio fianco nuove persone: mia moglie ed altri nuovi collaboratori, che hanno contribuito a darmi nuovi stimoli e credo di averne dato anch’io a loro stessi.

Sono convinto che sia importante lavorare con entusiasmo, per un bene comune, poiché "lavorare per lavorare" non fa bene né all'operaio e tanto meno all'azienda, pertanto chi apprenderà questi valori, oltre a far parte attiva del progetto aziendale, sentirà il risultato come una crescita personale.

Devo dire che, nonostante le difficoltà che può presentare un tale cambiamento, oggi mi sento molto più soddisfatto che stanco, ed ogni giorno mi sento abbastanza carico per affrontare le nuove difficoltà che si presentano all'orizzonte.

 

Mattioli Loris

 

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